Il mio Diario.

sabato 14 agosto 2010

Da "C" a Diamante la Schiava.

Maggio 09


Era presto, molto anzi troppo presto ...
Lei aprì gli occhi, il cellulare era illuminato e una bellissima melodia rompeva il silenzio “ è vero, credetemi è accaduto...di notte su di un ponte" …
adorava quella canzone Giuliano aveva una voce dolcissima e svegliarsi cosi era l' ideale per la piccola "C" ...
non capiva dove si trovava, quel letto non l' era più famigliare da anni, ancora non connetteva gli occhi erano aperti ma il sonno la faceva da padrone ...
Padrone … ecco il suo primo pensiero Padrone, la sua mano cercava il suo bellissimo ciondolo nero, era li!
 Ricordava ancora l' emozione provata la prima volta che aveva avuto l' onore di indossarlo, ricordava la sofferenza di ammirarlo e non sentirlo suo … poi Lui gli concesse d' indossarlo, era un premio per i ricordi che aveva tirato fuori dalla sua infanzia. un sorriso la svegliò e "C" scese dal letto.
Quel maledetto specchio, cosi impietoso con lei, ogni mattina le rimandava indietro un immagine diversa e tutto dipendeva dal suo umore. Quella mattina avrebbe dovuto sentirsi e vedersi bella o, almeno, accettabile ma niente! i suoi difetti erano tutti lì in bella vista, come per ricordarle quell'infanzia , e poi gioventù , di vita dissoluta.
Ci
 provava da anni a migliorarsi, aveva cambiato mille pettinature, lenti a contatto, dimagriva e ingrassava, ma tornava la solita "C", si amava troppo poco per perseverare nelle cose che la rendevano bella...
Aveva bisogno di una lunga doccia calda aprì l' acqua e la fece scorrere a lungo, amava la nebbiolina che si creava e l'odore che aveva l' acqua calda, apri il box doccia e s' inginocchiò, aveva bisogno di stare in ginocchio, d'altronde lei era la schiava... pochi minuti per darsi coraggio, per ricordarsi bene il significato di quello che era ...
Non ricordava quando aveva preso quella decisione ma era radicata in lei ...come tutte le cose belle della sua vita dovevano passare attraverso un immenso dolore.
Per" C" abbandonare le proprie abitudini era un grosso sacrificio. Quel astuccio verde, comprato alla fiera da sua madre secoli prima, non l' aveva mai abbandonata, a volte l'aveva messo da parte per poche settimane,perché aveva altre droghe, ma era sempre nascosto fra la sua biancheria intima SEMPRE. La faceva sorridere l' idea che quello fosse uno degli ultimi regali di sua madre, se la povera madre avesse immaginato come mai sua figlia non si separava mai da quel astuccio... il contenuto era composto da: due lamette nuove, una garza imbevuta di disinfettante e alcuni piccoli cerotti.
Ma "C" non usava mai la garza o i cerotti, amava sentire le ferite infettarsi, prolungavano il dolore. Spesso si sorprendeva a sperare che le sue ferite la portassero ad una lunga e penosa agonia e poi alla morte...
Quella mattina doveva iniziare presto a lavorare, alle sette iniziava il turno e lei voleva uscire con molto anticipo per fare le cose con calma, per assaporare il gusto della vittoria e il dolore della separazione... non voleva fare colazione, niente insulina, niente caffè, niente acqua, niente che potesse prolungare l' attesa.
Era pronta la piccola "C", vestita, pettinata , truccata e infine traballante su i suoi tacchi altissimi.
Tic tic, gli stivali che tanto erano piaciuti al suo Padrone, tic tic...in macchina per pochi km, nessuno per strada, era presto molto presto...
lei era pronta ma piangeva, non aveva sostituti per le sua lamette e i suoi disegni sulla sua pelle bianca, in realtà non voleva sostituti ...
scese dalla sua macchina, avvinghiata alla sua borsa, pochi passi non più di dieci ed ecco il ponte...
le lacrime le rovinavano il trucco ma un sorriso la rendeva bella e orgogliosa... addio dolore... tuff sparito.
Anni e anni di dolore e compagnia spariti ...
Grazie Padrone, come potrei non essere sua???

Diamante Grezzo


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Diamante

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