Il mio Diario.

mercoledì 1 settembre 2010

Quarantacinque colpi.

(settembre2009)
Ero in lacrime avevo bisogno di Lui, sapevo quanto avevo sbagliato, sapevo quanto si sarebbe arrabbiato ed ero più che conscia che tutto sarebbe potuto finire lì...
Non potevo tacere, avevo bisogno di essere sincera, non potevo mentire al mio Padrone,
avevo bisogno di Lui per uscire da quel buco nero di disperazione che io stessa avevo creato e nel quale annegavo.
I miei sentimenti avevano vinto...
La mia curiosità mi aveva distrutta e adesso annaspavo nel dolore...
Era stato facile confessare, era come se Lui già sapesse, se già aspettasse quel mio errore...
Ho passato giorni in attesa, cercando di rimanere serena e ferma, non avevo il coraggio di implorare la punizione, non ne ero degna...

CHI NON IMPARA DIMENTICA
CHI DIMENTICA NON HA CURA
CHI NON HA CURA NON E' DEGNA
CHI NON E' DEGNA NON ESISTE” ...

Aspettavo e mi chiedevo perché avevo sbagliato di nuovo,
cercavo dentro di me delle risposte,
volevo essere pronta se mai Lui mi avesse di nuovo degnata della Sua presenza...
E' stato infinitamente difficile e doloroso, guardarmi dentro e riflettere mi sconvolge sempre...
La mia sottomissione è un percorso pieno di curve e salite, superare ogni difficoltà mi rende più consapevole, questa era un altra prova, il Suo silenzio m'imponeva di riflettere!!!
Dentro di me gliene ero infinitamente grata.
Avevo sbagliato perché la mia perenna paura mi ha fatto perdere fiducia.
Fiducia in Lui e in quello che è per me, fiducia nel mio percorso...

Mi ha concesso di essere punita, mi ha permesso di rimanere a i Suoi piedi...
Cinquanta cinghiate al giorno con il vibratore ben piantato dentro finché la colpa non verrà espiata... e qui arriva la parte più difficile.
Mi vergognavo del mio errore, non mi bastava la punizione, non ne gioivo!!!
Mi sentivo spenta e immeritevole, guardavo il mio collare e soffrivo...
La Sua voce mi sosteneva durante la punizione, mi dava forza e m' impediva di farmi male, sapeva bene che ero cosi arrabbiata con me che potevo ferirmi. La Sua voce forte, ferma e cosi calda e avvolgente..


“Sei pronta schiava? Bene inizia, conta..
25
fermati schiava, prendi fiato, cosi brava...
lingua in terra per il tuo Padrone, cosi... brava...
sei pronta? Ricomincia , adesso sbatti bene la cinghia sul vibratore...
si, brava la mia schiava”


Ero impazzita dal dolore ed ero eccitatissima, ad ogni colpo il vibratore entrava sempre più nel mio culo, impazzivo di piacere... ero arrivata dove Lui mi voleva portare
Ho chiesto il permesso ero persa, volevo godere, e Lui mi voleva così... punita e soddisfatta... ho urlato di piacere con l' orgasmo i miei inutili sensi di colpa sono spariti... ero solo felice della punizione...

Diamante Magnifica

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Diamante

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