Il mio Diario.

venerdì 21 gennaio 2011

La mia Olimpia.


Tornata a casa chiusi la porta con tale irruenza da fare tremare le pareti, mi spogliai subito davanti al grande specchio dell'entrata.
Il trucco colato aveva creato una maschera sul mio viso e i capelli si erano impiastricciati, ma mi sentivo cosi bella.
Quasi nuda con le mie scarpe rosse e le autoreggenti color tortora, le mie mutande erano dentro la borsa insieme al reggiseno.
Il cellulare continuava a squillare, conoscevo quella suoneria, non potevo rispondere, sulle mie labbra e nella mia bocca ancora il suo sapore, non avevo la forza di rispondere e quella melodia mi cullava dolcemente, sentivo i segni sui miei seni bruciare.
La casa era immersa nel silenzio, erano le tre del mattino e avevo solo due ore per ricompormi e e tornare la solita donna.
La solita amica di tutti, sorridente alla macchinetta del caffè, sempre pronta a flirtare con il collega più bello e che ci prova sempre.
Quante volte, durante la pausa, proprio seduta su quella sedia, avevo fantasticato?
Nella mia mente seviziavo il collega “bonazzo”,
la mia voglia di imbavagliarlo e fargli il culo a strisce cresceva ogni volta che si avvicina.
Certo l'indomani mattina avrei avuto altro per la testa...

Finalmente la mia doccia, l'acqua bollente!!!
Le gambe non mi reggevano volevo sedermi, mi sentivo svenire...
non smettevo di guardarmi le mani, non riuscivo a non accarezzarmi, cosa mi era preso?
Quante ore prima era iniziato il mio viaggio?
Quante ore passate in chat prima di quell'incontro?
Intere notti a parlare di noi, delle delusioni o semplicemente del tempo...
Mai avrei immaginato che un semplice caffè potesse cambiare tutte le mie certezze.
Ero entrata in quel bar serena sfoggiando il mio sorriso più grande.
Eravamo a nostro agio e i nostri discorsi si facevano sempre più intimi, spesso ci toccavamo le mani o accarezzavamo le braccia, erano gesti di sostegno, cosi come scostarsi i capelli dal viso...
Mentre seguivo la sua macchina, ammiravo la sua eleganza e la sua bellezza e mi scoprivo attratta da quelle succulente labbra.
Era bastato entrare in casa per desiderare il suo corpo e sentivo di essere corrisposta...
Ma le donne non sono mai cosi istintive, ci siamo annusate e desiderate, ci siamo guardate e provocavate...
Il primo bacio fu seguito da altri mille, non mi sentivo mai sazia di quelle labbra.
Volevo tutto di lei e del suo corpo, ci spogliavamo con calma ammirando i nostri corpi, era la prima volta che baciavo una donna!!!
Le sue mani su di me, dentro di me, la lingua avida della mia figa... mi aveva scopata con la bocca e io ero morta dal piacere.
Ero intimidita da tanta sicurezza, imitandola, mi ero avvicinata al suo ombelico ed ero scesa giù fra le sue gambe, l'avevo stuzzicata con i denti e avevo infilato un dito dentro di lei.
Il suo orgasmo mi aveva inondato...
Le ore erano volate, ci eravamo concesse tanto tempo, separarmi da lei era inimmaginabile per me, ma dovevo...
Mi sentivo legata a lei, non mi rivestii nemmeno, e mi infilai in macchina, scappando dal desiderio di noi...
Olimpia era stata mia, la mia prima donna e portavo i suoi morsi sui miei seni.
Adesso non sono più sola...

Diamante Magnifica


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Diamante

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