Il mio Diario.

giovedì 24 febbraio 2011

io

Avevo urlato cosi forte da piangere e pianto cosi tanto da singhiozzare.
Mi ero fatta male, lo sapevo, sentivo i muscoli rilassarsi e la ferita sanguinare, avevo molto caldo e le mie mani erano pugni serrati.
Ogni gesto era lento, era lungo...
Volevo sdraiarmi, accartocciarmi e continuare a piangere.
Avevo cercato Lui;
Volevo che sentisse la Sua serva piangere di piacere.
Le mie labbra si erano gonfiate le sentivo umide di piacere e di sangue, non mi ero saputa fermare.
Non mi era bastato il primo, nella mia mente i Suoi ordini di poche ore prima.
Sollazzati Diamante, ma fallo a culo pieno, lavorare sarò più piacevole!!!”.
Era stato stupendo andare a lavoro allegra e soddisfatta, certo la mia espressione parlava per me...
Quel pomeriggio, fra le mie lenzuola, con le luci spente, sola con il mio desiderio e i miei bisogni... da sola, come sempre, lasciarmi andare e quasi violentarmi era stato intenso e forte.
Mentre le mie lenzuola bianche mi confortavano e mi scaldavano, io continuavo ad amarmi.
Che strano modo di amarmi che ho...
Mi amo cosi tanto da saper rinunciare a me.

Diamante Magnifica.

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Diamante

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