Il mio Diario.

martedì 8 marzo 2011

Il dono di lei...


Lei entrò nel palazzo, completamente nuda sotto il suo lungo cappotto nero...
Indossava dei grandi occhiali scuri per coprire il viso senza trucco.
Le mani curate, candide sulle quali spiccava lo smalto nero.
Era serena, si sentiva circondata dal sole; nulla tranne i suoi capelli le dava fastidio.
Non aveva borsa, non aveva cellulare, non aveva nulla a cui aggrapparsi,
ma sapeva bene dove doveva andare!!!
Mentre quasi correva verso l'ascensore, si accorse di quegli occhi che la fissavano.
Il fiato le si bloccò in gola e cominciò a sudare nonostante il freddo.
Lui era dietro di lei, la segui fino dentro l'ascensore.
Fu lui a premere il pulsante per il quarto piano.
Arrivati al piano uscì frettolosamente senza degnarla di uno sguardo, ma lei lo seguiva.
Lei seguiva i passi di quell'uomo del quale non conosceva nemmeno il nome, i passi della donna erano lenti e cauti, era attenta a non inciampare...
La porta dell'ufficio era spalancata, cominciò a tremare mentre entrava nel buio.
Non era come lei sperava, l'uomo non aveva nessuna intenzione di metterla a suo agio, non avrebbero parlato un po' e, certamente, non sarebbe stato un pomeriggio facile...
L'uomo era appoggiato ad una finestra con delle spesse tende bianche, lei lo aveva percepito per il rumore dei passi.
Il silenzio la rendeva sempre più tesa, ma le era grata perché non gli faceva domande a cui lei non avrebbe saputo rispondere, dopo pochi minuti si abituò alla quasi totale assenza di luce e quello spazio infinito divenne comodo e rassicurante.
Finalmente le mani di lui la toccarono, un lieve gesto per toglierle gli occhiali e il cappotto.
Lei si sentiva bruttissima, tremendamente nuda, senza nulla a farle da scudo, le venne istintivo cercare di coprirsi con le mani, ma lui le mise delle manette e la accompagno verso uno sgabello, la aiuto a sedersi e lasciò l'ufficio.
Lui tornò dopo un'ora si diresse verso lei e la fece bere.
Mentre lei beveva cominciò a parlarle:
“Adesso mi donerai la tua fiducia, mi concederai quello che a nessun uomo ha mai concesso, sarai in balia dei miei capricci... Non rispondere, sò già che dirai solo sì!!!”
La donna era stata rapita dalla voce di quell'uomo, si sentiva inerme e totalmente priva di volontà.
Lui le accarezzava i capelli con gentilezza, toccava le sue labbra , le sue palpebre e lei si sentiva sempre sua...
Lei non aveva idea di cosa sarebbe successo, cominciava e essere stanca, la posizione l'affaticava molto ma non voleva cedere.
Lui le puntò contro una luce quasi accecante, un lamento uscì dalla bocca di lei.
“Zitta e ferma!!!”, lui tuonò.
Un sibilo le accarezzò le orecchie, lei vide solo il lampo di una lama.
Un altro sibilo altra lama, lei tremava eccitata...
Lui cominciò a parlare di nuovo:
“Con questo pugnale colpirò la tua anima”
“Questo colpo è per i tuoi sentimenti”
“Adesso mi prenderò la tua vera natura”
“Con questo mi donerai le tue paure”
“Ecco, adesso avrò i tuoi silenzi”
Lei si sentiva mancare l'aria...
Non si era mossa, non aveva parlato!!!
Anche il respiro era lento si sentiva svenire, stava per svenire.
Lui le diede un ceffone prima di liberarle le mani e poi lascio l'ufficio
Lei le aveva donato quello che sempre aveva negato a gli altri...

Diamante Magnifica.

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Diamante

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