Il mio Diario.

lunedì 14 marzo 2011

La tortura di Antonia.


La donna aveva una grande passione per i gatti, nella sua terrazza ne accoglieva almeno due dozzine, si occupava di loro con amore.
Diceva sempre che la gioia più grande della sua vita erano i suoi gatti, a loro riservava pranzetti succulenti e ore della sua vita.
Il marito della donna era un pescatore che si assentava a lungo per il lavoro.
La coppia aveva avuto tre figli, un perfetto primogenito, un dolce secondogenito , è una femminuccia...
La bambina godeva a lungo della compagnia della madre, in estate in modo particolare.
Era un estate molto calda e lunga, tipicamente siciliana... Non faceva mai buio prima delle ventuno e alle cinque del mattino era già l'alba.
La sera prima avevano visto un film poco adatto a una bambina di dieci anni; narrava di una donna chiusa in una torre piena di gatti...
La piccola Antonia ne rimase cosi impressionata da urlare tutta la notte per la paura, in casa con lei c'erano i fratelli e la madre, tutti accorsero per confortarla e alla fine si prese anche un sonoro ceffone perché aveva svegliato l'intera famiglia.
Antonia era una bambina molto gracile, si ammalava spesso e malgrado fosse quasi una signorina, quando aveva gli incubi faceva la pipì a letto.
La madre odiava le debolezze di sua figlia e ogni volta la puniva in maniera molto severa per evitare ancora inconvenienti cosi disgustosi, aveva molta fantasia e ogni volta era diversa.
Quella sera lei e Antonia erano sole in casa, i maschi erano fuori per tutta la notte e il marito ancora in pesca, picchiò a lungo la figlia a suon di ceffoni e poi, tirandola per le orecchie, la portò in terrazza e la chiuse fuori con i suoi amati gatti.
La donna tenne la bambina fuori tutta la notte e quando andò a riprenderla la bambina l'abbracciò forte e le chiese perdono.

Diamante Magnifica.

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Diamante

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