Il mio Diario.

martedì 4 ottobre 2011

... è ora di essere una quattordicenne.


Compravo i preservativi al supermercato dove avevo lavorato per mesi, la proprietaria pensava fossi una “troietta” e non aveva torto.
Passavo i pomeriggi nell'ufficio di quel vecchio facendo finta di lavorare, lui comprava riviste porno per eccitarmi.
Il sesso era solo un cazzo impacchettato da un preservativo.
Non godevo mai, sceglievo sempre profilattici lubrificati per non sentire troppo dolore mentre mi sbatteva.
Succedeva ogni giorno anche quando avevo il mestruo, a lui non importava e a me ancora meno.
Scopare era una cosa da fare in fretta pensando a cosa mettermi per uscire la sera.
Vestiti da indossare per altri uomini,
vestiti che servivano solo a far perdere tempo!!!
Le mie cosce venivano spesso usate per il sale prima della tequila nei festini delle bella gente che frequentavo.
Di quel vecchio ricordo le mani callose e scure dentro me,
ricordo la sua rabbia ogni volta che cercavo di andarmene,
ricordo le parole crudeli che usava per minacciarmi, per costringermi a rimanere ancora un po'!!!
Negli anni ho imparato a usarlo, il suo modo di amarmi lo rendeva debole, più lui cedeva alle mie richieste più la mia vita appassiva.
Cosa cazzo se ne fa una ragazzina di quattordici anni di un costoso profumo da puttana?
Cosa cazzo se ne fa una ragazzina di quattordici anni di biancheria intima molto costosa?
Io ne avevo bisogno, avevo bisogno di annullare quel verme per sentirmi viva.
Lui era tutto ciò che odiavo e tutto ciò che avevo.
Ridevo della sua gelosia, spesso mi diceva che una bambina cosi piccola non avrebbe dovuto frequentare discoteche.
Mentre vaneggiava, nella parte del fidanzatino geloso, io lo insultavo e lo minacciavo di raccontare tutto alla moglie...
Ecco l'amore che ho conosciuto io, rapporti morbosi con uomini che mi adoravano e veneravano,
uomini che fra le mie gambe hanno pianto spinti dal senso di colpa, uomini che pagavano il conto per i capricci di chi amavo.

Diamante era una pietra, la più dura delle pietre, Luna è la ricompensa per aver sempre accolto la luce. Non sopporto che tu soffra. Hai notato che ti guardavo sempre? Non eri la donna di trent'anni eri la quattordicenne felice, eri bellissima, non smettevo un minuto di guardarti, eri la mia Luna....







Diamante Magnifica
4Ottobre2011 H19.45. Fe.

1 commento:

  1. forte descrizione la tua: dove in questo caso, l'afrore del sesso diventa squallido disprezzo
    antonio mariani

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Grazie per il tuo commento...
Diamante

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