Il mio Diario.

giovedì 10 novembre 2011

"Jenny è pazza"


Salvatore era più grande di me, era il fratello di un mio amico, ci vedevamo spesso in giro per
locali.
Non era certo un ragazzo pulito, e nemmeno io ero una buona compagnia.
Spacciava il buon Salvatore, lo potevi trovare a ogni ora della giornata all'angolo di Corso Umberto, poco prima di piazza Mokarta, in estate stava seduto sulla sua vespa bianca sempre accesa, e in inverno era dentro la sua Seat grigia.
Era il tempo in cui andavano molto di moda i cappotti di pelliccia per le ragazze e i ragazzi indossavano sempre i giubbini di jeans con il pelo. I levis 501erano i jeans più desiderati e tutti portavano i rayban.
Ci affannavamo per omologarci alla massa, io più di tutti ci tenevo a essere simile alle altre ragazze.
Rossetto rosso, gonna elasticizzata inguinale, grandi felpe, e anfibi.
Vestivo come loro, frequentavo gli stessi locali, e anche io mi cotonavo il ciuffo.
Avevo dei capelli stupendi, lunghissimi e nerissimi, li tingevo ogni settimana!!!
Ero bella, molto magra, avevo un grande potere economico ed ero molto viziata.
Non facevo mai la fila per entrare nei locali, non pagavo mai nei bar, io ero la privilegiata.
Ero la sorella di qualcuno che contava, facevo sesso con qualcuno che contava e non avevo amici e amiche.
Oh si, avevo la mia amica d'infanzia, ma litigavamo spesso per come gestivo le cose e per gli uomini, a giorni alterni ci amavamo e ci odiavamo; ma lei era il mio grillo parlante e non sempre riuscivo a fingere davanti a lei.
Passavo molte notti a Palermo, ospite di qualcuno,
spesso capitava di tornare a casa insieme a Salvatore.
Nei lunghi tragitti, in quella scomodissima macchina, ascoltavamo Vasco ad un volume atto a farci diventare sordi prematuramente,urlavamo a squarciagola.
Jenny è pazza,
Jenny vuole morire”.
Eravamo rapiti da quella voce che aveva le risposte a tutte le angosce che potevano avere una puttana e uno spacciatore tossico, spesso ci promettevamo un futuro migliore, un futuro degno di essere vissuto, io continuavo a sognare il mio viaggio lontano da mio fratello e lui, come gli altri, non capiva che stracazzo di rapporto avessimo noi due.
Mille volte avevo chiesto a Salvo di aiutarmi, lo imploravo di farmi bucare, mio fratello non voleva e io da sola non avevo il coraggio.
Quella mattina Salvatore si è fermato nella piazzola di sosta in autostrada, mi ha messo la mano fra le cosce e mi ha chiamata troia, io guardavo il mare fuori dal finestrino e aspettavo che lui facesse quello che voleva.
Speravo di non sentire più quel maledetto dolore, la birra non mi aiutava, le canne mi rendevano più lucida e volevo drogarmi.
Il sole era stupendo mentre lo guardavo, non pensavo a nulla, se non alla paura della puntura, avevo paura mi facesse male.
Ma il buco non arrivo, Salvo mi prese per il collo, quasi a strozzarmi, sembrava lucido e freddo.
“Senti troia, hai solo sedici anni cazzo, sei nella merda, ma perché cazzo lo fai?”
Stringeva forte mentre io piangevo a cercavo di liberarmi...


"Salvatore aveva solo 23 anni quando è morto, ricordo la telefonata di Francesco in piena notte, ricordo la sua voce mentre mi diceva che suo fratello aveva avuto un infarto e non c'era più, sono andata al suo funerale, il primo di una lunga serie di funerali, in quell'anno ci sono stati molti infarti fra i tossici della Palermo che contava."


Diamante Magnifica
Ferrara10Novembre2011H18.00

2 commenti:

  1. Convinciamo Salvatore a non spacciare piu a Ballarò..

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  2. La battuta fa ridere e in questo periodo storico ci sta tutta, ma Salvo è morto quasi venti anni fà...

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Grazie per il tuo commento...
Diamante

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