Il mio Diario.

sabato 21 settembre 2013

Dieci Minuti.

Signora,
ho passato i dieci minuti come mi avete comandato.
Nudo, in ginocchio, fronte a terra,
col dildo al suo posto: nell'ano del vostro schiavo.
Non è stato doloroso, fisicamente.
Ho ispezionato il mio corpo, prima di procedere.
Ho fatto molto esercizio da Agosto in poi.
Le mie cosce e le mie natiche sono molto più sode.
Ma sono coperte di peli.
Quando ho posato i capezzoli sulle cosce per posare la fronte a terra, invece della pelle liscia da schiavo ho sentito il contatto dei peli.
E sui capezzoli non c'erano mollette.
E' inutile, una volta consapevoli, una volta che si è provato dal vivo cosa significa sottomettersi, la semplice memoria è più dolorosa della mera assenza di pratica.
Sono grato di questi dieci minuti, profondamente grato. 
Sono un legame forte tra chi possiede e chi è posseduto.
Sono una testimonianza di affetto ed attenzione.
Sono un filo che lega la Signora al suo schiavo.
Poi, chiudo gli occhi e ricordo le sensazioni di quei momenti.
Di quando il mio corpo era depilato e la mia pelle straziata dal cane.
E di quando c'era un plug ad insegnarmi l'assoluto.
E allora tutto riacquista un senso.
Questi dieci minuti non sono un surrogato.
Nè una memoria.
Sono un segnale di affetto, una promessa di continuità.
Quindi, grazie, Signora, per questi dieci minuti.
Vi ringrazio di cuore e vi sono profondamente grato.
Questi dieci minuti sono Vostri quanto miei.
Vi saluto, in attesa del futuro.

Lo Schiavo.

1 commento:

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Diamante

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